martedì 22 ottobre 2013
venerdì 4 ottobre 2013
#HugoBoss è un #nazista
"Hugo Boss è un nazista" Parola di Russell Brand, attore britannico visto nel film Rock of Ages, intervenuto al party per i GQ Awards. Ed è stato subito cacciato.
È successo lo scorso 3 settembre a Londra durante i GQ Awards e ci sembrava giusto recuperare la notizia. Russell Brand, attore britannico noto in Italia soprattutto per il film Rock of Ages e per essere l'ex marito della cantante Katy Perry, è stato cacciato dall'evento dopo aver espresso il suo disappunto per la scelta dello sponsor della serata e cioè la casa di moda Hugo Boss. Il comico ha dichiarato, in toni scherzosi ma di chiara condanna, che il fondatore della nota azienda era membro del Partito Socialista in Germania nel 1931 e che ha fornito uniformi alle SA e alle SS, alla Gioventù hitleriana, alla nazionalsocialista Motor Cops e ad altre organizzazioni del partito nazista. «Ciò vuol dire che adesso GQ sopporterà le battute sui genocidi. [...] Se qualcuno di voi conosce un pò di storia della moda, saprà sicuramente che Hugo Boss ha disegnato le uniformi per i nazisti. Così avevano un aspetto fottutamente fantastico, mentre uccidevano le persone sulla base della loro religione e della loro sessualità» ha detto l'artista. L'editore di GQ Dylan Jones non ha digerito l'intervento del suo ospite e lo ha fatto allontanare dalla festa. Russell Brand ha poi scritto su Twitter: «L'editore di GQ mi ha detto: "Quello che hai fatto è stato molto offensivo nei confronti di Hugo Boss". Io ho risposto "quello che ha fatto Hugo Boss è stato molto più offensivo per gli ebrei"».
venerdì 6 settembre 2013
#raduno #forzanuova costretto s cambiare sede per #proteste #antifasciste
Raduno di Forza Nuova costretto a cambiare sede per le proteste antifasciste
Alcune settimane fa era stata diffusa la notizia che Forza Nuova stesse organizzando per i giorni 12-14 settembre una nuova edizione di 'Festival Boreale', un raduno che richiama gruppi neonazisti da tutta Europa quali il British National Party britannico, i polacchi di Modziet Wszechpolska e Ruch Narodowy, gli spagnoli di Democracia Nacional, i francesi di Renoveau Francais, gli ungheresi di Jobbik ed altri ancora. In linea con l'atteggiamento tenuto da Forza Nuova e dagli altri gruppuscoli a loro affiliati ogni qual volta si tratta di uscire allo scoperto, il luogo del ritrovo non era stato reso noto per non attirarsi immediatamente le prevedibili proteste e il rifiuto dei cittadini che si sarebbero trovati a dover ospitare il raduno; tuttavia erano state rese note due possibili opzioni sulle quali far ricadere la scelta della location per il festival di neonazisti: da una parte la città di Seregno, a pochi chilometri da Monza, dall’altra Milano o un comune a nord della città. Immediate le reazioni dei territori interessati, che hanno visto la netta presa di posizione di associazioni partigiane, antifascisti/e e sindaci nel rifiutarsi di ospitare un evento del genere nelle proprie città, costringendo anche alcuni proprietari di capannoni che inizialmente si erano detti disponibili a fare un passo indietro. Dal canto suo Forza Nuova, dopo aver collezionato l'ennesima figuraccia e incassato un nuovo rifiuto alla propria presenza, continua a tenersi sul vago e a dichiarare semplicemente che l'evento si terrà a 'Milano Nord', ma pare che il raduno sia destinato invece a spostarsi sulle sponde del lago di Como, già teatro di un'altra recente pagliacciata neonazista dello stesso tenore, conclusasi con un clamoroso flop. E dalle premesse c'è da aspettarsi che lo stesso esito sia destinato anche al 'Festival Boreale', mentre ancora una volta l'immediata mobilitazione delle organizzazioni antifasciste che si sono opposte ad ospitare l'evento ha pagato, ribadendo l'indisponibilità ad aprire qualsiasi spazio ad organizzazioni come Forza Nuova e alle sue equivalenti europee.