lunedì 23 settembre 2013





Ci siamo. Una classe politica di merda muove i servizi meno "deviati" del mondo per fare un'opera di disinformazione che faciliti la criminalizzazione di qualunque movimento provi a intralciare i loro affari. Parliamo di affari in senso stretto, visto che la Tav in Val Susa a nulla serve, se non a riempire le tasche di chi la costruisce e quindi della "politica" che dirotta fondi pubblici verso le società impegnate nei lavori.

Avete presente la "lettera delle Nuove Brigate Rosse al movimento No Tav" quella che "consigliava di fare un "passo avanti" verso un orizzonte imprecisato ma inevitabilmente "terroristico"? Beh, tutto falso. Un falso creato ad arte, certamente dai servizi segreti, probabilmente con l'aiuto di alcuni infiltrati di vecchia data in settori "di movimento" non abituati a guardarsi intorno, sicuramente mirato a creare il "pasticcio mediatico" dentro cui infilare tutto il movimento No Tav, chi porta loro la propria solidarietà e persino il povero Stefano Rodotà, impiccato all'albero dei "cattivi maestri" per aver pronunciato frasi banali ma sensate.

L'articolo pubblicato da giornalettismo.com ricostruisce con grande precisione l'origine del "casus", dà conto degli innumerevoli falsi contenuti nel "testo incriminato" e di come il sistema mediatico più succube del pianeta se la sia bevuta in un attimo, senza farsi alcuna domanda. E soprattutto senza farne - dovere primario di chi pretende di essere considerato un "giornalista" - a chi metterva in giro "la notizia".

Ma non basta davvero "svelare" il falso. Tutto il movimento deve prendere atto di che pasta sia fatta questa classe politica e anche giornalistica; di quanto fetido sia l'insieme inestricabile di interessi economici di breve orizzonte (scavare un tunnel che non potrà nemmeno sbucare in Francia è qualcosa di più di una metafora), la propaganda di regime e l'esercito dei servi a poco prezzo. Bisogna prenderne atto rapidamente, perché l'autunno è già iniziato, il movimento di lotta va crescendo ed anche la "guerra preventiva" condotta da uno Stato ridotto a polizia e menzogna.

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