La Bruxelles dell'Unione europea cyberspiata
Telefoni spiati da anni, attraverso un virus-spia infiltrato nei computer di Belgacom, la società di telecomunicazioni di proprietà dello stato belga. La notizia è stata diffusa dal quotidiano fiammingo De Standaard. Belgacom, la più grande azienda di servizi di telecomunicazione del Belgio è vittima di una sofisticata operazione di cyberspionaggio. Da anni forse un "virus non identificato" dalle ben strane caratteristiche aveva colpito: non creava danni al sistema (non facendosi così individuare) ma risultava mirato - guarda guarda - al traffico delle telecomunicazioni effettuate da filiali internazionali di Belgacom. Tra loro la Belgacom International Carrier Services (Bcis), specializzata nella fornitura di servizi a più di 1000 fornitori di telecomunicazioni dirette - guarda guarda di nuovo - in tutta l'Africa e il Medio Oriente! Puzza di servizi segreti lontana un miglio, visto che l'obiettivo finale dell'intromissione "non era il sabotaggio, ma piuttosto raccolta di contenuti di comunicazione strategica". E il sospetto vola attraverso l'Atlantico. I procuratori federali hanno dichiarato alla Reuters che la complessità tecnica del virus significa che deve essere stato progettato da "un intruso con mezzi finanziari e logistici significativi". Tradotto: uno Stato che ci ha spiato per anni. E il quotidiano 'De Standaard' va oltre: «everything points to the United States National Security Agency as the culprit" of the cyberespionage». Indizi soltanto o elementi da grave crisi diplomatica internazionale con la stessa Ue?
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