Il totale dei derivati vale 870.000 miliardi di euro Nel mondo circolano titoli spazzatura 16,7 volte il prodotto lordo mondiale. Titoli in possesso di banche troppo grandi per poter fallire e troppo potenti per far smettere il loro gioco.
La Goldman Sachs è la banca che possiede (e produce) più titoli spazzatura al mondo. di Glen Ford
La crisi economica ha portato ad un acceso dibattito culturale negli Stati Uniti. Glen Ford è analista del sito di contro informazione International Clearing House. Popoff ha deciso di iniziare a renderne conto. Stanno seminando il mito secondo il quale i "mercati" (banchieri, fondi speculativi e così via) desiderano fortemente la stabilità, quando invece le statistiche demografiche del mondo reale del capitalismo finanziario gridano l'esatto contrario. I Signori del Capitale (i "mercati") sono veri giocatori d'azzardo; hanno trasformato il mercato finanziario mondiale in una perpetua macchina di incertezza, in cui tutta la ricchezza del mondo viene messa più volte in gioco da persone che in verità non la possiedono e in un casinò i cui operatori complottano uno contro l'altro così come i loro clienti abituali. I derivati vengono valutati sei volte di più rispetto a tutta la ricchezza mondiale cumulata.
Il valore figurativo degli strumenti finanziari derivati è adesso stimato a 870.000 miliardi di euro. Questa statistica è fantastica nel vero senso della parola, in quanto ammonta a 16,7 volte il prodotto lordo mondiale, che consiste cioè nel valore di tutti i beni e servizi prodotti ogni anno da ogni uomo, donna e bambino sul pianeta: 52.000 miliardi di euro. I soli derivati sono valutati sei volte più di tutta la ricchezza mondiale accumulata, inclusi tutti i mercati azionari mondiali, i fondi assicurativi e ricchezze di famiglia, 145.000 miliardi di euro.
La maggior parte degli strumenti derivati conosciuti sono posseduti da quelle banche considerate troppo grandi per poter consentire loro di fallire, con le prime quattro banche che contano per più del 90 per cento del totale: J.P. Morgan Chase, Citibank, Bank of America e Goldman Sachs. Ci è stato detto che i derivati sono semplicemente puntate tra partner ben informati - coperture contro le perdite - e che ogni volta che queste istituzioni finanziarie perdono, un'altra ci guadagna, così che non c'è una perdita netta o una minaccia di collasso mondiale. Ma questa è una bugia.
Mai nella storia del mondo il capitale della finanza ha dominato così l'economia reale e solamente negli ultimi due decenni i derivati sono diventati centrali nel capitalismo finanziario. I giocatori non sanno quel che fanno, né tanto meno gliene importa qualcosa. La catastrofe del 2008, causata essenzialmente dai derivati, ha bisogno di un salvataggio, ancora in corso, di decine di migliaia di miliardi di euro. In tutto questo la Federal Reserve compra in blocco titoli che nessun altro acquisterebbe - cioè nessun altro scommetterebbe su essi. Ciò malgrado, l'universo degli strumenti derivati è cresciuto molto di più rispetto al 2008, rimanendo effettivamente illeso dalle cosiddette riforme finanziarie del presidente Obama. Il casinò ha ingoiato il sistema. Le somme che i giocatori puntano non solo hanno un valore molto più grande rispetto a quello del loro portafoglio, ma sono ben sei volte più grandi del patrimonio di ogni istituzione esistente e famiglia sulla terra messi insieme, nonché quasi 17 volte maggiori del valore complessivo del prodotto annuale del genere umano. Anche se venisse offerto in garanzia l'intero pianeta, ciò non basterebbe per coprire le puntate di gioco di Wall Street. Detroit è stata fatta fallire con l'uso su larga scala di derivati e cartolarizzazioni.
Gli eventi del 2008 hanno dimostrato che i crolli dei derivati, come ogni altro evento finanziario speculativo, provocano una serie di conseguenze negative. Gli strumenti derivati incombono sugli Stati Uniti e sulle altre economie cosiddette "mature", avvelenando i sistemi pensionistici e le strutture finanziarie municipali. Detroit è fallita con l'uso su larga scala di derivati e cartolarizzazioni. Quando il casinò è l'economia, tutti siamo costretti a giocare e i primi a perdere tutto sono i poveri. Riformatori di diversi colori politici affermano che i derivati possono essere sia regolamentati per essere meno letali o completamente aboliti, lasciando in questo modo intatta Wall Street.
Tutto questo è palesemente inverosimile. Riproducendo il denaro attraverso la manipolazione, il capitale finanziario non crea nulla. L'esplosione dei derivati è avvenuta perché Wall Street necessitava di una sorta di capitale "fittizio" per poter continuare ad annunciare profitti sempre più alti, cioè presentare portafogli fittizi pieni di puntate di gioco non spendibili o commerciabili. Gli strumenti derivati sono l'espressione ultima del capitalismo finanziario: sono principalmente scommesse sulle transazioni, piuttosto che investimenti sulla produzione. La crescita dei derivati è un segnale che il capitalismo ha fatto il proprio corso e può solo continuare a nuocere all'umanità. L'economia dei derivati è l'ultimo stadio di vita del capitalismo. Se ciò fosse stato compreso dal movimento Occupy Wall Street e fosse stata espressa in primo luogo la necessità di rovesciare e abolire Wall Street, il suo impatto sarebbe stato molto più profondo.
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