Venerdì 04 Ottobre Letta a Bologna, contestazione e cariche
In un tam tam sui social network rimbalza la notizia della presenza del premier Letta all'inaugurazione del Mast, la Manifattura di arti, sperimentazione e tecnologia. Un nuovo centro di 25mila mq “unico del suo genere”, “soprattutto in una realtà bolognese sempre più in difficoltà a realizzare opere di spessore”, scrivono i giornali. Eppure sembra solamente l'ennesimo spreco di risorse mentre la città e il paese affondano nella crisi. Ovviamente il premier, incassata la fiducia, è pronto per tornare ad ossequiare i poteri forti della città. A contestarlo trova però decine e decine di persone vogliose di esprimere il rifiuto della città alla presenza al simbolo della macelleria sociale. “Sin da questa sera assedieremo i luoghi dove il potere si ritrova, con la determinazione nel richiedere la nostra unica grande opera: casa, reddito e dignità per tutti” si scrive nell'appello a contestare l'evento. E così è nella realtà, con un mini-assedio ad un fortino controllato a vista da un ingente spiegamento di forze. Cori e interventi sottolineano la responsabilità gravissima del governo nella strage di migranti di Lampedusa di ieri, mentre è la maschera di V per Vendetta a coprire i volti degli assedianti, che si rifanno all'immaginario scelto per la grande manifestazione romana del 19 ottobre. Lanci di uova e petardi partono contro i cordoni polizieschi, con il coro “Letta, Bologna non ti vuole” (ripreso anche dallo striscione principale) a venire scandito ripetutamente dai manifestanti. Dopo circa un'ora di presidio l'ordine impartito alla polizia è quello di sgombrare l'assembramento: gli assedianti vengono caricati e manganellati , ma resistono alle provocazioni per poi ricompattarsi e andare ad occupare, bloccando il traffico, via Emilia Ponente per riaffermare le ragioni dell'iniziativa e annunciare le prossime date di lotta che dal terreno della formazione a quello della casa, nel comune segno della riappropriazione, animeranno la città.
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