giovedì 3 ottobre 2013

#Intellcredit dichiara #guerra al #lavoro #dipendente anche #precario, tutti/e con #partitaIva

Costretti a certificare il proprio rapporto di lavoro come “autonomo” pena il licenziamento.È questo il ricatto al quale sono sottoposti 130 lavoratori del gruppo Intellcredit, azienda che opera nel settore del recupero credito, che fra lunedì e martedì prossimi, come riferisce il sindacato Nidil-Cgil, saranno forzati a sottoscrivere il falso presso una Commissione di certificazione, pur di continuare a lavorare. La CGIL assicura che lunedì mattina sarà presente a sostegno dei lavoratori con un presidio presso la sede della Commissione (via Cristoforo Colombo, 456). NIdiL CGIL Roma e Lazio e Filcams CGIL Roma e Lazio hanno già inviato due richieste di incontro all’azienda, e hanno inoltre scritto al prefetto di Roma chiedendo la convocazione urgente di un tavolo con sindacati e vertici di Intellcredit per giungere a una soluzione della vertenza. Il settore del recupero del credito vede a Roma l’impiego di diverse migliaia di lavoratori ad altissimo tasso di precarietà, sottoposti al ricatto occupazionale e spesso costretti ad accettare contratti capestro, nonostante i committenti siano grandi società quali Acea, Enel, Eni e aziende del settore bancario. "Una situazione già critica di per sé - sottolinea il sindacato - alla quale si è aggiunta in tempi recenti l’ulteriore minaccia di delocalizzazioni, anche in paesi extra-Ue, che metterebbero anche a serio rischio anche la sicurezza dei dati altamente sensibili in possesso delle aziende".

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