Report della prima mobilitazione studentesca dell’anno #4Ottobre
Da poco si sono conclusi i cortei studenteschi che oggi, 4 ottobre 2013, hanno attraversato numerose città italiane. Vogliamo quindi riportare a caldo alcuni dei nodi e degli avvenimenti più salienti di questa prima giornata di mobilitazione lanciata dal network Studaut durante il campeggio studentesco No Tav tenutosi a Chiomonte all’inizi di settembre. Come prima cosa possiamo considerare buona sia da un punto di vista quantitativo che da un punto di vista qualitativo la partecipazione ai cortei (aperti dallo striscione “Ripresa economica solo a parole, scendiamo nelle piazze riprendiamoci le scuole”). Mentre il mondo della politica ha indetto un lutto nazionale per la strage di Lampedusa, questa mossa ipocrita non ha certo chiuso nel pietismo e nel lutto la protesta studentesca, ma l'ha animata di ulteriore rabbia nei confronti di un sistema istituzionale criminale, concretamente responsabile della tragedia avvenuta. La composizione studentesca è stata eterogenea, con una particolare partecipazione degli studenti degli istituti tecnici e professionali ad animare con una rabbia e una determinazione genuina le piazze di tutta Italia. Forte è stata la consapevolezza di dar vita ad un corteo che non si concentrasse esclusivamente sulle tematiche legate alla scuola. Per quanto riguarda infatti l’ambito più strettamente scolastico si è voluto principalmente denunciare ancora una volta le condizioni degli istituti, rispondendo alla campagna mediatica messa in piedi dalla ministra Carrozza, la quale con un decreto che stanziava una somma irrisoria rispetto alle reali necessità delle scuole ha cercato di illudere gli studenti di una qualche sorta di miglioramento. Molto frequenti sono stati i riferimenti e le risposte alla frase “Siate ribelli”, pronunciata all’inizio dell’anno scolastico dalla ministra. Gli studenti hanno voluto prendere alla lettera questa frase, consci del fatto che essere ribelli significa in primis andare ad abbattere quei sistemi di potere politico ed economico nei quali la ministra è ben inserita. In tutte le città, infatti, sono state sanzionate banche ed istituti di credito (tra cui Monte dei Paschi, BNL, UniCredit, Intesa San Paolo…), palazzi simbolo del potere politico come sedi di partiti e dei ministeri, a Milano inoltre è stata occupata la sede della Agenzia delle entrate. Molto diffuse sono state anche le iniziative contro caro trasporti e caro vita in generale. Questo lascia bene intendere come gli studenti scesi in piazza abbiano coscienza di rappresentare non solo il mondo della scuola, ma la componente giovanile in senso ampio, come fetta della popolazione che subisce in maniera particolarmente intensa il peso della crisi. Alcuni momenti di tensione si sono registrati a Piacenza e a Napoli, dove sei studenti, ai quali va la nostra massima solidarietà, sono tutt’ora trattenuti in questura. Una prima data di mobilitazione, insomma, che apre un autunno di lotta sotto il segno dell’assedio ai palazzi del potere, della voglia di conquistare ciò che all’interno ed all’esterno delle scuole ci è stato rubato, della determinazione di chi vuole, attraverso le lotte, riprendere in mano il proprio futuro. In quest’ottica vogliamo prepararci e continuare le mobilitazioni in tutte le città verso il 19 ottobre, giornata in cui gli studenti convoglieranno le proprie energie nella manifestazione che si terrà a Roma, per portare la sollevazione generale sotto gli occhi di chi continua manovrare i fili della crisi per salvaguardare la propria posizione. Dunque, il governo Letta, nonostante abbia ottenuto la fiducia parlamentare, si prepari a ricevere la sfiducia, la rabbia degli studenti che non accetteranno mediazioni di governi in perenne emergenza, bensì opteranno per una rottura radicale con questa classe politica delle larghe intese.
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