Roma, Belviso nei casini ma pensa a riaprire i casini L'ex vice di Alemanno ha i suoi guai con la Procura ma si spende per far riaprire le case chiuse e tormenta i romani al telefono
La Belviso dal bel viso è stata avvisata di garanzia dal PM Ielo per un'ingarbugliata storia di affidamenti di impianti sportivi dal Comune di Roma, ad avviso delle Procura avvenuti senza il rispetto delle norme al riguardo. L'ex vice sindaco Belviso si è difesa finora con una motivazione singolare: i provvedimenti sono stati adottati in Giunta allorchè nell'assenza di Alemanno, era lei stessa a presiedere la Giunta, quindi lei, in quanto facente funzione "provvisoria", non avrebbe responsabilità... Che dire? Saranno gli inquirenti ed eventualmente i giudici a stabilire le responsabilità. Ma c'è dell'altro. Dal giorno dell'avviso di garanzia di Ielo migliaia e migliaia di romani sono tormentati da un sondaggio telefonico sull'esigenza di riaprire le cosiddette case chiuse per tornare ai miti di cartapesta della "sana" prostituzione stile tempi Mussolini; alla fine della telefonata c'è l'invito a sottoscrivere una specifica richiesta di referendum. Per singolare coincidenza la Belviso, il giorno prima dell'avviso di garanzia, era stata il dominus proprio della richiesta di referendum sulla riaperture della case chiuse. L'ex vice sindaco Belviso deve ritenere la questione case chiuse vitale per Roma; d'altronde anche Jonny Stecchino diceva che il problema di Palermo era solo il traffico, o meglio il traffeco. A Roma il problema non è l'assenza del lavoro, la corruzione verminaio, gli appalti fasulli per opere pubbliche spesso disutili. Il problema è l'assenza di case chiuse. Ma qualcuno può far tacere questo surreale e farsesco tormentone?
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